Vom Friauler Zar

Origini Storiche del Pastore Bianco

RELAZIONE di  Paolo Delfini storico e studioso della razza.

PRIMO PRESIDENTE CLUB  di RAZZA amico di Gino  Balzo presidente onorario del club pastore bianco svizzero e fondatore di VOM FRAIAULER ZAR

Il colore bianco è stato sempre sinonimo di forza, purezza e conquista.

I conquistatori romani hanno sempre utilizzato i cavalli bianchi per passeggiare nelle strade delle città conquistate. E anche Napoleone era solito utilizzare il cavallo bianco per mostrare il trionfo del suo impero.

Purtroppo il colore bianco, simbolo di purezza, è sempre stato tristemente ed erroneamente catalogato come colore “INDESIDERATO” per quanto riguarda i Pastori Tedeschi.

I primi Rumor, il primo report di un allevamento di Pastori Bianchi prima del 900 arriva dall’Alsazia Lorena.

Alla Corte Reale degli Asburgo erano allevati dei Pastori Bianchi di razza pura.

In base ai fatti riportati da questa storia speciale, la Principessa di Corte era molto affascinata dal look e dal colore di questi atletici e graziosi cani bianchi. Inoltre essi si intonavano meravigliosamente al manto grigio chiaro/crema dei Cavalli Lippizani che tiravano la carrozza Reale.

Le famiglie aristocratiche degli Asburgo erano molto influenti in tutta Europa e i loro cani bianchi avevano già assunto una certa notorietà.

Questa è la ragione per cui gli Inglesi chiamavano questi cani Bianchi Alsaziani (Pastori Bianchi dell’Alsazia).

Quando il Regime Nazista assunse il comando del Schaferhunde Verein o SV, la società di razza del Pastore Tedesco iniziata in Germania da Otto VonStephanitz nel Aprile del 1899, catalogò il colore bianco nel Pastore Tedesco come “NON DESIDERATO”…

Lo stesso Adolf Hitler pensò che i geni bianchi causavano questo colore sbiadendo il colore dei cani. Noi adesso sappiamo che il gene recessivo che sbiadisce il colore è un gene diverso dal gene del colore bianco. Molti rappresentanti del grande cane bianco da pastore descritto dai Romani sono ancora oggi con noi.

La maggior parte di questi cani da pastore è diventata marrone, grigio, o ingrigita nel manto. Alcuni, per esempio il Pulì, hanno mantenuto una varietà bianca. Altri lo sono sempre stati come lo Sharfpudel di Germania…

Quindi in definitiva i cani da pastore di grossa taglia bianchi nel colore sono sempre stati utilizzati come conduttori, custodi e protettori del gregge.

Oggi, inoltre, sappiamo esattamente che il gene che provoca l’albinismo è un gene diverso che, oltre a sbiadire il colore, causa occhi rossi e mucose chiare (in quanto non si ha produzione di melanine, ma soltanto di emoglobina) ed è correlato, tra l’altro, a tutta una serie di problemi di salute (cecità-sordità-sterilità…). 

Questo gene è DIVERSO dal gene della SERIE COLORE recessivo, che si manifesta in forma omozigote.

Dove ha origine il pastore bianco svizzero?

Il Pastore Svizzero Bianco deriva anticamente dalla variante bianca del Pastore Tedesco, allevata e selezionata da parte di allevatori che intendevano mantenere la morfologia originale del Pastore Tedesco nelle linee di colore bianco, sia nella mittel-Europa che Oltreoceano.

È altresì ampiamente documentato che questo cane deriva dal ceppo dei grandi cani bianchi da pastore dell’Europa Centrale, antichissima stirpe di conduttori e di guardiani delle mandrie e del gregge.

Quando però divenne necessario trasformare molti pascoli in zone agricole, i Tedeschi, da sempre appassionati di Cani e di Razze Canine, cominciarono a produrre soggetti ottenuti dagli accoppiamenti tra i grandi cani da pastore con cani da fattoria di più piccola taglia, allo scopo di condurre le greggi al pascolo passando indenni a lato di campi coltivati a orzo, luppolo e mais, senza distruggere il futuro raccolto.

Questi cani da fattoria, di purezza non accertata, si riproducevano in consanguineità stretta in quanto erano rari i trasferimenti dei contadini ed erano cani primitivi (tipo Spitz-simili) con orecchie erette, che abbaiavano per avvisare della presenza dell’estraneo e che erano soliti girare in circolo.

Da questi incroci, si ottenne un nuovo cane da pastore dall’aspetto lupo-simile, con cranio cuneiforme e con orecchie erette, che mantenne la caratteristica tendenza a condurre il gregge girandoci intorno.

La taglia è ovviamente superiore al cane da fattoria (quasi come l’antico pastore…) e per questo riesce a imporsi con sicurezza sul gregge, mordendo le pecore nella parte posteriore delle cosce.

Molti allevatori si adoperarono quindi a rimodellare le diverse razze da gregge e i loro sforzi vennero coronati producendo soggetti che tentavano di soddisfare sempre di più le nuove esigenze estetiche della popolazione.

Per questo si idealizzò un modello di cane con manto semilungo, orecchie erette e coda lunga e portata discesa lungo la coscia, non arrotolata sul dorso e priva di deviazioni.

Verso i primi anni del ‘900 il ritmo della vita contadina andava lentamente trasformandosi sotto la spinta del progresso tecnologico e industriale e dello sviluppo delle città.

Si avvertì allora il desiderio di produrre un cane da pastore meno rustico, che gratificasse anche ambizioni estetiche di una borghesia fiera della presenza nel giardino di proprietà di un cane coraggioso e dall’aspetto esteriore che doveva incutere timore e rispetto.

In ogni zona della Germania, i Tedeschi selezionarono un tipo diverso di cane da pastore.

Al Nord e al Centro le pecore erano più piccole e così anche i cani da pastore erano a pelo corto e con orecchie erette.

Al Sud e in montagna, al contrario, le pecore erano più grandi e i cani da pastore avevano spesso il pelo lungo, orecchie flaccide ed erano maggiormente aggressivi in quanto era ancora necessario tener lontano qualche predatore di grossa mole.

Anche se non ancora tutelati nella loro purezza, questi cani da pastore avevano assunto caratteristiche genetiche abbastanza definite.

Allo scopo di migliorare la Razza da Pastore Tedesco venne istituita e nacque la Società di Philaxche fu la prima Società specializzata della razza.

L’attività iniziale della Società di Phylax, (1891-1895) consistette nel catalogare e nel documentare le diverse tipologie di cane di pastore presenti nella Germania dell’epoca, allo scopo di migliorare geneticamente la Razza.

E dagli archivi della Società di Phylax risultano anche documentati i Pastori Bianchi.

Questi erano cani di varie misure e tipi presenti in quasi tutte le regioni della Germania.

Il tipo Weiß Nord DeutscherSchäferhund presentava generalmente il pelo di pigmento bianco, ovvero un manto a pelo liscio di media lunghezza con sottopelo molto fitto e dotato di corporatura medio-grande dalle linee corporee armoniose, buone angolature e l’aspetto era più gradevole rispetto ad altri cani da pastore presenti nelle regioni del centro-meridionali della Germania.

La società di Philax, ovviamente, non si limitò a catalogare i vari ceppi di cane da pastore, ma effettuò anche degli esperimenti di selezione canina nel periodo che va dal 1891 fino al 1895.

In particolare vennero utilizzati vari ceppi di cane da pastore (fra i quali anche il Pastore Bianco Alsaziano…) allo scopo di fissare delle specifiche caratteristiche morfologiche e caratteriali desiderate.

Le varietà utilizzate spaziavano dai cani da pastore presenti nei comprensori tedeschi del centro (Franconia, Turingia, Hessen, Rheinland) e del nord (Westfalia, Sassonia) e utilizzando anche cani Bianchi da Pastore provenienti dalle regioni settentrionali per apportare una maggiore taglia, una migliore variabilità genetica e soprattutto per attuare delle migliorie di tipo estetico al cane da Pastore Tedesco.

L’introduzione dei Pastori Bianchi al nord si ebbe sino al 1600 circa, con l’instaurazione della lega Anseatica (XII-XVII secolo).

Le città Tedesche del nord (Lubecca, Amburgo, Brema), come anche le città del Belgio e dell’ Olanda che si affacciavano sul mare, ebbero grande influenze in tutta l’area del Mar Baltico ed è possibile ipotizzare che insieme agli scambi commerciali vennero introdotti anche antichi ceppi di Cani da Guardia nordici, spesso di colore bianco.

Lo scritto “Economia rurale e domestica” di Johann Coler della fine del 1600 spiega abbastanza approfonditamente di questi ceppi di cane da pastore e da utilità nei territori a nord della Germania dove appunto, nel trattato di zoologia, Coler descriveva il tipo islandese e norvegese, nella varietà con il manto a pelo lungo di color bianco, dalla taglia medio grande e di ossatura robusta che a quel tempo veniva impiegato nei moli portuali per sorvegliare la merce scaricata e contenuta nelle balle scaricate dalle navi.

Il cane dal pigmento scuro, ma con colore del manto bianco in verità era adoperato sin dai tempi dei romani, in particolare per badare le armenti, poiché il colore bianco si prestava meglio di ogni altro a distinguersi da quello di un eventuale predatore (lupo).

Già nel 116-27 A.C. lo storico e scrittore romano Marcus Terrentius Varro, fu uno dei primi a elogiare i cani da pastore.

Di nostro particolare interesse è il fatto che ha descritto i guardiani dei greggi come cani solitamente bianchi nel colore del manto.

Egli spiegò che i pastori preferivano i cani bianchi per essere in grado di distinguere i lupi che di solito assalivano nella notte o nel crepuscolo dell’alba.

Nel 60 d.C. Columella, nel suo “De Rustica” accennava l’uso in terra iberica di particolari cani che i pastori utilizzavano per cacciare il lupo. Egli affermò che il pigmento bianco era il più opportuno perché nell’oscurità della notte il cane da pastore potesse ben distinguersi dal predatore.

Per contro, i cani da utilizzare per la sorveglianza o la guardia della fattoria, magari verso i ladri di bestiame o di animali da cortile dovevano avere il manto scuro o nero, per meglio mimetizzarsi con le tenebre notturne e per meglio sorprendere il malfattore.

In questo scritto si accenna alla somiglianza del cane, sia con manto bianco che scuro (bianco per la conduzione e la guardia del gregge e scuro per la guardia della fattoria) alle fattezze morfologiche del lupo. 

E quindi egli accenna alla testa triangolare, alle orecchie erette, agli occhi leggermente obliqui e alla taglia prossima a quella del lupo.

La prima fonte storica attendibile che cita il cane da pastore come “Schaferhunde” si ebbe molto più tardi nel 1606, quando Conrad von Gessner (naturalista della prima metà del 1600) descrive appunto il cane da pastore come un cane predisposto all’addestramento per la guardia delle fattorie o degli armenti. Dal carattere impavido e coraggioso era di costituzione robusta e in possesso di un forte abbaio.

Era allevato con il mantello bianco per essere distinto dal lupo e per non essere cacciato o colpito da un’arma da fuoco al posto del predatore.

E solitamente veniva fornito di un collare in ferro largo, dotato di cunei a punta a protezione della gola per avere la meglio in caso di attacco da parte dei predatori.

Nel 1701 il naturalista Hohberg nella sua opera “Georgica Curiosa” conferma e spiega il razionale dell’utilizzo del cane con mantello bianco per il pastore. Cioè secondo l’autore il lupo attaccando il gregge e trovandosi di fronte il cane da pastore bianco, nel tempo avrebbe anche potuto desistere dal riproporsi a quel tipo di preda (BIANCA).

A ogni modo, la sempre più ridotta presenza dei lupi nei territori Tedeschi (che sono sempre stati grandi appassionati di selezione canina) fece ampliare la selezione di diverse varietà cromatiche del manto, almeno per gli utilizzi di lavoro e guardia.

Nelle illustrazioni dell’epoca si conferma quale fosse il tipo di cane da pastore utilizzato nelle mansioni di guardia e di conduzione del gregge.

In sostanza fino al 1600 circa la visione della tipologia morfologica del cane da pastore utilizzato in Germania era un cane con orecchie non completamente erette (spesso flaccide e discese…), ma con un manto in prevalenza di colore bianco.

La taglia, a eccezione per il cane utilizzato per la sorveglianza agli armenti o alla fattoria (con ossatura grossa e formato medio grande), verteva principalmente su di un formato mezzano, veloce e dalle prestazioni fisiche eccellenti.

Il tipo adatto alla conduzione del gregge doveva avere un’ossatura robusta, una taglia media e una predisposizione al trotto per poter seguire e radunare il gregge (percorrendo giornalmente distanze maggiori doppie o triple rispetto al gregge).

Il cane da pastore, il cui utilizzo preferenziale era la guardia, era invece di taglia anche più robusta, oltre al fisico possente doveva possedere un abbaio sonoro per dissuadere gli eventuali predatori.

La mansione principale del cane da guardia consisteva nel vigilare e all’occorrenza affrontare i predatori che si avvicinavano alla fattoria (stalla, pollaio, ovile ecc).

Indipendentemente dalle varietà tipologiche (secondo la mansione affidata), la postura delle orecchie discesa, in specie, era una costante in tutte le raffigurazioni storiche nel succedersi dei secoli.

L’introduzione delle varietà nordiche e il conseguente insanguamento potrebbe aver determinato una correzione del posizionamento dei connettivi auricolari e un conseguente portamento eretto delle orecchie.

Malcolm B. Willis nel suo libro “Il Cane di Pastore Tedesco. La storia Genetica della Razza” (sebbene fosse un autore che non patteggiava per i Pastori Bianchi), disse “Il colore del Pastore Tedesco è in sé importante ma non ha effetto sul carattere del cane o sulla sua salute per il lavoro e dovrebbe rappresentare soltanto una considerazione secondaria per questa ragione. “(pag. 26).

Dice anche …”i Giudici con cui sono spesso in rapporto devono farla finita di considerare che devono essere allineati e premiati solo cani di colore simile. Un Giudice dovrebbe considerare altri aspetti morfologici o comportamentali in quanto il colore del pelo è una variabile irrilevante.” (pag. 36)

(A pagina 39 dice) “Per molto tempo vi è stata l’errata credenza che il bianco è legato a un gene recessivo o che potesse essere sinonimo di alterazioni biologiche. Oggi sappiamo che queste credenze sono prive di fondamento.”

Il Dott. Bruce, veterinario e autore molto noto, disse a proposito di colore bianco … “Il colore bianco è squalificato dalle mostre cinofile in alcuni paesi e severamente proibito in altri. La spiegazione fasulla data è che questi cani hanno difficoltà a essere individuati sulle colline innevate, o che sono facilmente individuabili di notte e quindi inadatti a svolgere compiti di guardia. Quindi questo colore non è ben accettato dai maggiori allevatori e conseguentemente ostacolato.”

“IL Pastore Tedesco Bianco” di Paul Schell D. Lo Strang, Stephen A. Il Berman, M. Eileen Hilldrup nella prefazione cita – “come sfortunatamente spesso accada con le cose buone nella vita, una piccola minoranza piccola è stata molto forte nella disapprovazione dei Pastori Bianchi.

Questo ha condotto alla paura e all’errata convinzione che un Pastore Tedesco Bianco è inaccettabile in quanto Pastore Tedesco e che non può essere iscritto a un Kennel Club Americano… Che sciocchezza!!!

Un buon Pastore Tedesco Bianco NON È NE’ UN ALBINO, NE’ UN PASTORE ALTERATO GENETICAMENTE!!!…”

Il primo vero documento importante sui Pastori Bianchi risale all’anno 1882. Horowitz George, Giudice Inglese, Cronista Mondano e autore di “Alsatian”, nel suo “Il cane Lupo Alsaziano” del 1923 riferisce che nel 1882, due Pastori Bianchi Alsaziani fecero un’apparizione alla Mostra di Hannover.

Uno era Greif, nato nel 1879 di colore bianco. Greif fu ancora esibito ad Hannover nel 1887.

Un anno dopo, 1888, alla mostra di Amburgo, Greifa, un altro Pastore Bianco fu esibito. Alla Mostra di Cassel in 1889 fu esibito Greif II, un altro Pastore bianco.

Questi 3 Pastori Bianchi AlsazianiGreif-Greifa e Greif II erano di proprietà del Barone Hounds Beyenrode Knigge (che vendette successivament Greif all’Allevatore Sparwasser di Francoforte).

Informazioni quasi identiche su Greif e Greifa sono fornite nel libro “Il Cane da Pastore Tedesco, La Sua Storia, Il Suo Sviluppo e la Sua Genetica”, da M. B. Il Willis.B.

Nel 1899, VonStephanitz iniziò a creare il moderno Pastore Tedesco utilizzando e incrociando diversi tipi di cani da pastore documentati dalla Società di Philax, la cui discendenza apparteneva alle varietà più antiche. Egli acquistò da un allevatore appartenente alla Società di Phylax “Hektor Linksrhein” che divenne “Horand von Grafrath”.

Dall’incrocio di questo cane con Mores Pleiningensz 156, Won Stephanitz produsse Hektor Von Schawaben e dal successivo accoppiamento intensivo di Horand ed Hektor con altri cane da Pastore produsse tutti gli altri antenati (in varie linee di sangue.) dell’attuale Cane da Pastore Tedesco.

Successivamente in seguito a numerosi contrasti interni, la Società di Phylax si estinse e fu lo stesso Capitano di Cavalleria Max vonStephanitz, a coordinare e a valorizzare gli sforzi degli allevatori dell’epoca.

Attraverso i suoi scrupolosi insegnamenti, pose le premesse per fondare, sempre nel 1899, la Verein für DeutscheSchäferhunde (SV).

Hektor portava nelle sue linee genetiche il colore bianco come colore recessivo.

Era normale che avrebbe potuto passare questi geni del colore bianco ai suoi discendenti. Horand Von Grafrath, il padre dei moderni Pastori Tedeschi fu così anche il padre dei moderni Pastori Tedeschi Bianchi!

Horand von Grafrath nacque il 1 Gennaio 1895.

Greif Von Sparwasser (Pastore Bianco), nato nel 1879 fu il nonno materno di Horand Von Grafrath, capostipite della razza.

Un mezzo fratello di Horand, Luchs 155, fu anch’egli influente come portatore del patrimonio genetico del colore bianco.

Cosi come lo erano:

  • POLLUX 151 (nonno paterno di HorandVonGrafrath)
  • SHAEFERMAEDCHEN von HANAU (nonna paterna di Horand Von Grafrath) che produssero KASTOR SZ 153 (padre di HorandVonGrafrath – Grigio)

E ovviamente lo erano pure:

  • LOTTE von SPARWASSER (nonna materna di Horand Von Grafrath) la quale con
  • GREIF von SPARWASSER (nonno materno di Hornad Von Grafrath – BIANCO) produssero LENE SZ 156 (madre di Hornad Von Grafrath – Grigio chiara).

 

L’influenza di un nonno è significativa, e siccome Horand era stato allevato e incrociato spesso con consanguinei, questa influenza rimase vitale nelle generazioni successive.

Anche il suo mezzo fratello Luchs 155 è stato un grande riproduttore, la sua discendenza avrebbe portato molto bianco come fattore genetico.

Horand, come affermò Otto Von Stephanitz creatore di questa nuova razza, avrebbe portato anche il bianco tra i suoi geni nelle proprie linee di discendenza.

Nel 1921 Won Stephanitz nel suo opuscolo sul Pastore Tedesco di 776 pagine pubblica una fotografia di un celebrato Pastore Tedesco Bianco “BERNO”, un bellissimo esemplare di Pastore Bianco a pelo corto, nato il 24 Marzo 1913 di proprietà del Sig. G. Uebe di Seehausen.

Berno era figlio di Tyranin von Mingau e di Gisa Von Kameltal ed era nella 5° generazione in diretta discendenza da Horand von Grafrath e da Mores Pieningen SZ 159 attraverso suo figlio Hektor Von Schwaben che con TheKla 1 vd. Krone produsse Beowulf che divenne Beowulf von Nahegau.

Tuttavia Max Von Stephanitz non sembrò inizialmente incline a discriminare il Pastore Tedesco in base ai differenti colori del manto.

La prima finalità della sua impresa era quella della creazione di linee dotate di una grande propensione al lavoro.

Purtroppo dopo la morte di VonStephanitz, il VS si attaccò a un fenotipo particolare e adottò una politica di RIGETTO CATEGORICO nei riguardi dei Pastori Bianchi. Da allora questi ex-Pastori Bianchi Tedeschi caddero in disgrazia, furono considerati come semplici “IMPURI” e numerosi allevatori eliminarono alla loro nascita i cuccioli che sfortunatamente erano bianchi nel colore del manto.

Il Pastore Bianco venne ancora utilizzato sugli altopiani e sulle colline dell’ Europa centro-orientale e continentale (con clima temperato-freddo) e in Canada.

In questi luoghi aveva, nei mesi invernali, la possibilità di mimetizzarsi con il gregge e con l’ambiente circostante (spesso innevato per molti mesi all’anno…) e oltre a condurre il gregge aveva la possibilità di proteggere lo stesso dagli attacchi esterni di lupi e di altri predatori.

Paradossalmente il “bianco immacolato” di questi cani gli conferirà un importante potere di seduzione che gli fece trovare il loro pubblico di appassionati specialmente negli Stati Uniti e in Canada.

Oggi sta emergendo il suo ruolo di membro del nucleo famigliare a tutti gli effetti.

Questo ruolo sembra essergli caduto addosso di proposito sia per il suo aspetto esteriore candido, immacolato e molto rassicurante, sia per la sua spiccata sensibilità caratteriale (e affinità per l’essere umano) davvero molto seducente.

Nel 1906 il primo Pastore Bianco fu importato in America.

Si trattava di Mira von Offingen.

Il proprietario di Mira purtroppo non ebbe molto successo con questo cane in America e le sue aspettative vennero vanificate definitivamente in seguito all’esclusione del cane alla Mostra Cinofila Internazionale “Queen of Switserland” che si svolse a New York nel 1908.

Quindi il cane venne riportato in Germania senza neppure essere stato iscritto al Libro Genealogico Americano.

AnnTracy divenne una personalità famosa in tutto il mondo per il contributo fornito alla causa dei Pastori Bianchi. Dapprima membro dell’Associazione Internazionale del Pastore Tedesco, fu una profonda amatrice e conoscitrice della razza.

I Pastori Bianchi che giunsero nel suo allevamento erano diretti discendenti dei primi Pastori Tedeschi (Horand e suo mezzo fratello Luchs).

Anche se era a conoscenza dell’esistenza di Pastori Bianchi in Germania, non importò mai nessun pastore Bianco da adibire al suo allevamento.

Malgrado questo il 27 Marzo 1917 da 2 dei suoi Pastori Tedeschi nero-focati diretti discendenti di HORAND Von GRAFATH e di un suo mezzo fratello”Luchs” nacquero 4 cuccioli bianchi.

Stonihurst Edmond – Stonihurst Eric – Stonihurst Elf e Stonihurst Eadred.

Edmund fu il primogenito e fu anche il primo Pastore Tedesco Bianco a essere registrato sui libri genealogici Americani dell’A.K.C.

Con questi 4 cani bianchi, Ann cominciò ad allevare la prima linea di sangue bianco in America.

Qualche anno dopo, il primo vero importatore e allevatore della razza fu H.N.Hanchett di Minneapolis che nel 1920 importò dalla Germania dei Pastori Bianchi, li allevò con scrupolosità e pose le basi a poco a poco alla costituzione di una razza distinta.

E nel 1923 Geraldine Rockfeller Dodge importò dalla Germania alcuni Pastori Tedeschi Bianchi provenienti dai più rinomati allevamenti dell’epoca e dalle migliori linee di sangue.

I Signori Rockfeeller risiedevano in una tenuta di oltre 20.000 ettari chiamata “Moris County” situata nel New Jersey e possedevano un allevamento composto da oltre 150 esemplari.

Nel loro Kennel “Giralda Farm” allevarono pastori Tedeschi nelle 3 varianti cromatiche (NERO-FOCATO, NERO e BIANCO)

Intorno agli anni 60 la popolarità dei Pastori Bianchi aumentò in modo vertiginoso, in quanto vennero spesso utilizzati in alcune serie televisive e in alcuni film dove, accanto a personaggi famosi e ad alcuni degli attori più noti di Hollywood, erano protagonisti anche dei Pastori Bianchi (Dorothy Crider).

Alcuni esemplari vennero addirittura impiegati negli spettacoli circensi come mostrano le immagini dello show dei Pastori Bianchi al Circo di Parigi del 1948.

E anche la Walt Disney pensò di scritturare i Pastori Bianchi per alcune storie accanto a personaggi famosi…

L’ascesa della popolarità del Pastore Bianco causò, naturalmente, forti attriti con gli Allevatori del Pastore Tedesco, che consideravano questa variante come CONCORRENTE…

Nel 1964 il primo Club di Razza del Pastore Bianco sorse in California (U.S.A.) a Sacramento che spinse subito per la differenziazione della razza fino a chiamare la loro razza “Pastore Bianco Americano Canadese”; al posto di “Pastore Tedesco2;, ma nel 1968 l’A.K.C. (American Kennel Club), su pressione della SV Internazionale, vieterà ai Pastori Bianchi l’accesso alle Esposizioni di Bellezza patrocinate dall’ A.K.C. e dalla C.K.C.

Sempre nel 1968 venne emanato un nuovo Standard del Pastore Tedesco, dopo che la Direzione del Club Americano del Pastore Tedesco decise di squalificare tutti i cani che presentavano del bianco nel manto (senza specificarne la percentuale di riserva…) e tutto questo fece aumentare le tensioni e i dibattiti che animarono, per gli anni a venire, quasi tutte le riunioni di questo Club di Razza.

Come reazione altri amatori si organizzarono e fondarono nel 1971 un nuovo Club di Amatori del Pastore Bianco in Canada (WSCC) e poi ne seguirono altri che miravano a essere più efficienti dei precedenti riguardo la difesa e il riconoscimento di questi cani.

Neutralizzata, per il momento, la “minaccia bianca”, bisognava in qualche modo intervenire per il suo avvenire.

Nel 1980, il Club Canadese del Pastore Tedesco fece pressione per interdire ai Pastori Bianchi il diritto di partecipare alle manifestazioni cinofile.

Questo tentativo riuscì solo in parte. Infatti il Pastore Bianco venne ammesso alle prove di utilità e di lavoro, ma venne escluso dai concorsi di bellezza.

Negli anni 70 le iscrizioni al Club Americano del Pastore Tedesco si ridussero significativamente, al punto che gli Organi del Club deputati alla registrazione dei nuovi cani si riunirono per trovare eventuali soluzioni a questa emorragia.

Il problema principale era che la Selezione Americana del Pastore Tedesco aveva prodotto un involuzione della Razza che portò all’apparizione di soggetti con eccessive angolature del treno posteriore, conseguenza, a loro volta, di cifosi, scorrettezza degli appiombi e sovraffaticamento delle articolazioni.

Inoltre si presentarono i primi problemi caratteriali con aspetti di iper-reattività e/o di ipo-sensibilità e quindi di equilibrio comportamentale meno prevedibile rispetto alle generazioni passate.

Il Pastore Bianco (tutelato dal Club AWSA), ebbe uno sviluppo e una Selezione separata dal Pastore Tedesco e, contrariamente, a quest’ultimo l’intervento umano fu molto meno esacerbato.

Oggi l’AWSA (Club Americano del Pastore Bianco) resta estremamente attenta alla qualità genetica delle linee d’allevamento, ma resta da stabilire se i suoi sforzi porteranno a dei vantaggi concreti (anche dal punto di vista “politico”) e se questa sua vigilanza sarà allargata alla chiara e netta separazione ai fini riproduttivi tra Pastori Bianchi e Pastori Tedeschi Focati.

Infine con effetto 1 Maggio 1999 l’UKC UnitedKennel Club (la 2° Federazione Cinofila Privata più importante negli Stati Uniti dopo l’A.K.C.), riconosce il “PASTORE TEDESCO di colore BIANCO” come razza a se stante con il nome di “PASTORE BIANCO”.

Questa informazione è stata estratta dal bollettino di Maggio-Giugno 1999 di “Bloodline Magazine”, pubblicazione ufficiale dell’United Kennel Club.

Il 14 Aprile 1999 l’United Kennel Club annuncia il riconoscimento del Pastore Bianco.

Il Pastore Bianco è una razza che è stata sviluppata da più di 40 anni da allevatori intenzionati e decisi a preservare la morfologia originale del Pastore Tedesco e le linee di colore bianco che sono state squalificate dal Club Canino Americano del Pastore Tedesco nel 1968.

In effetti sembrerebbe che la squalifica in questione sia ben anteriore e risalga secondo la stampa specializzata dell’epoca al 1959.

Questo riconoscimento d’oltre-Atlantico è il risultato di un lavoro intenso del Comitato per il Riconoscimento della Razza all’interno del Club Americano (AWSA) e dell’impegno di molti aderenti a questa Associazione. Queste stesse persone e anche molti altri amatori del Pastore Bianco continuano l’opera con l’obiettivo finale del riconoscimento mondiale di questo splendido cane.

Tra il 1980 e il 1982 i Pastori Bianchi Americani e Canadesi furono importati in Germania. Ma la prima cucciolata europea a essere ufficialmente iscritta all’appendice del libro delle origini è stata in Svizzera.

In Svizzera, per l’esattezza, i primi cani di questa razza furono importati all’inizio degli anni 70.

Il maschio americano “Lobo” nato il 05.03.1966, può essere considerato come il progenitore di questa razza in Svizzera e in Europa.

In questo momento il destino di questa Razza si trova inevitabilmente nelle mani degli Allevatori e dei Clubs Europei.

Rielaborazione e traduzione by Paolo Delfini.

I fatti salienti oltreoceano

Tappe per il riconoscimento F.C.I.

GLI AVVENIMENTI IN SVIZZERA…

Nel 1970 la Sig.ra Agata Burch (di nazionalità elvetica che viveva da anni negli Stati Uniti), tornò in Svizzera e portò con sé il suo Pastore Tedesco Bianco “Lobo White Burch” (A.K.C. Studbook N° 727466)

”Lobo” nacque il 5 Marzo 1966 e venne registrato sui Libri dell’American Kennel Club come “WHITE GERMAN SHEPHERD” prima del 1968, anno in cui si decretò l’espulsione del Pastore Tedesco Bianco dalle mostre canine A.K.C. (su pressione della “SV”) e il divieto di allevare pastori bianchi.

I discendenti, infatti, sarebbero stati registrati (unicamente sui Libri AKC e CKC) come Pastori Tedeschi portatori, però, di un difetto “SQUALIFICANTE” in base alle nuove e più severe norme dettate dello Standard Internazionale del P.T. rielaborato in quegli anni.

In questo caso, però, essendoci di mezzo un documento datato 1966 ed essendo l’SKG Svizzero un ente cinofilo federato alla FCI, in un programma di mutuo riconoscimento internazionale (in vigore a quei tempi tra F.C.I. e A.K.C.) il Pedigree Americano venne trasformato in Pedigree Ufficiale S.K.G./F.C.I. e dunque “LOBO” fu il primo soggetto a essere iscritto sui Libri Genealogici Svizzeri come “Pastore Tedesco Bianco” (SKG-SHSB n° 185624) seppur con la dizione “divieto di riproduzione e di allevamento”.

Tale “possibilità” (iscrizione sui Libri Genealogici) venne bloccata a partire dagli anni 70 dalla FCI in accordo con la Società di Razza del Pastore Tedesco Internazionale. Ovvero si decise di non trasformare più i documenti AKC in documenti FCI per questa variante squalificante del Pastore Tedesco e ovviamente continuò il divieto AKC-FCI di allevare questi soggetti, ovvero nessun allevatore di questa variante (in nessuna parte del mondo) poteva ottenere un affisso riconosciuto per la propria attività.

Ma per la Sig.ra Burch e per il suo cane le cose andarono diversamente…

Lei si fece apprezzare dai membri del Club Svizzero dei Cani da Pastore (sezione della SKG), e ottenne con “Lobo” buoni risultati nei test e nelle prove di lavoro. Avendo, in seguito, intrapreso buone relazioni con i segretari e con i membri del SKG (specialmente con la Segretaria Sig.ra Lisabeth Mach, oggi Giudice) “il cartello anti-bianco” si modera in questo Paese (per quanto riguarda il suo caso) e lei è l’unica privilegiata che, in quei tempi, può vantare un Pedigree completo con l’intera genealogia per il suo Pastore Bianco.

E intorno a questo caso, si vocifera che furono determinanti gli appoggi politici e le amicizie vantate dentro e fuori la SKG.

Il responsabile dei Libri Genealogici Svizzeri era a quei tempi il Sig. Hans Räber che venne successivamente isolato e messo da parte per volere diretto di alcuni alti dirigenti FCI, (sempre su pressione della potentissima SV) per la permissività accordata a beneficio di questa Signora e di “questa razza”.

Malgrado la rimozione del Sig.Raber non si riuscì a bloccare la riproduzione di “Lobo”, la diffusione dei suoi discendenti e l’importazione di altri soggetti bianchi Americani e Canadesi in tutta Europa.

La Sig.ra Lisabeth Mach (sempre molto vicino alla Sig.ra Burch), tramite un conoscente comune, acconsente nel 1971 a quest’ultima di acquistare in Inghilterra un Pastore Bianco femmina, “Blink Bonny ‘s Lilla” di esportarla in Svizzera e di registrarla sui Libri Genealogici SKG (SKG-SHSB N°303986), anche se era già iscritta sui Libri del Kennel Club Inglese e quindi anche se proveniente da un Paese non affiliato alla FCI.

Il soggetto venne iscritto in Svizzera ma, inizialmente gli venne vietata la riproduzione. Successivamente questa situazione si sblocca.

Nel 1973 nacquero i primi cuccioli dall’accoppiamento di “Lobo” con questa femmina (“Blinkbonny’s Lilla”) e si autorizzò il primo affisso SKG per l’allevamento dei Pastori Bianchi (Zwinger “Shangrila’s”) grazie all’intermediazione di personaggi molto influenti del Club dei Cani da Pastore Svizzeri associato alla SKG e quindi i cuccioli vennero iscritti sul LOS.

Questa cucciolata fece scalpore e divenne una notizia di dominio pubblico. Se ne parlò in tutto il mondo (e non soltanto in Svizzera) poiché nel frattempo la variante bianca del Tedesco perse definitivamente il riconoscimento internazionale.

In effetti, dopo molte discussioni, si acconsentì (quasi in via sperimentale) all’allevamento di Pastori Bianchi sotto l’avallo, la responsabilità e la supervisione del Sig. Karl Iseli di Zurigo (Presidente del Club dei Cani da Pastore dal 1964 al 1976), anche se i discendenti avrebbero dovuto essere iscritti su un Libro Provvisorio della SKG.

Nel 1976 la Sig.ra Burch importa di nuovo un soggetto bianco di rara bellezza dalla California, senza documenti AKC, ma questa volta gli viene negata la registrazione, non potendo disporre della genealogia completa ed essendo nel frattempo variati gli accordi internazionali FCI-AKC per questa variante di Razza.

Dal 1974 al 1980 la Sig.ra Agatha Burch produce altre 2 cucciolate, ma stavolta, a causa di ostili pressioni internazionali (che arrivavano direttamente dalla FCI), le venne negata l’iscrizione dei cuccioli sul Libro Provvisorio SKG.

In quegli anni, tra l’altro, fu costretta per ragioni di famiglia a trasferirsi di nuovo negli Stati Uniti e portò con se LOBO che morì nel 1980 all’età di 14 anni.

I discendenti di Lobo e di Blinkbonny Lilla si accoppiano nel frattempo con altri soggetti importati in Svizzera dagli Usa, dal Canada e da qualche altro paese europeo (ad esempio “Koke’s Mahalo” importato dalla Danimarca).

E i discendenti nati dai successivi accoppiamenti si diffusero a partire da quel momento in tutta Europa.

Nel 1980 il Tedesco Martin Faustmann inizia ad allevare Pastori Bianchi con l’acquisto in Svizzera di un Pastore Bianco discendente diretto di Lobo “Champion Von Kronn” e con la femmina “Rani Von Finn”.

Nel 1987 lo svizzero Jürg Epprecht importa 4 Pastori Bianchi Americani e Canadesi e inizia ad allevare sotto l’affisso “Weisse Perle”.

Sempre il Sig. Epprecht fonda nel 1989 il GWS (Club Svizzero del Pastore Bianco.). A questo punto la FCI fu costretta a prendere la decisione di rinominare (in via provvisoria) la Razza in “Pastore Bianco Americano Canadese” e i nuovi soggetti vennero classificati e registrati alla stregua di una NUOVA RAZZA.

Ovviamente, con questa delibera, si dovette partire di nuovo dall’inizio e i cani importati dagli USA e dal Canada con documenti AKC non ottennero più la voltura dei pedigree, ma dovettero essere registrati sui libri FCI unicamente come capostipiti di 1° generazione con la denominazione “Pastore Bianco Americano Canadese”.

Appariva “strano”, infatti, che per tutta una serie di circostanze favorevoli e di appoggi politici, la Sig.ra Burch avesse potuto allevare e iscrivere i discendenti dei suoi primi Pastori Bianchi sui Libri Genealogici dalla Società Kynologischen Svizzera (SKG) riprendendo interamente la genealogia, cosa che era, al contrario, severamente vietata in altri Paesi federati alla FCI.

E quindi fu soltanto a partire dal Giugno 1991, che si attuò in Svizzera (quasi propedeuticamente a un futuro e annunciato riconoscimento separato della Razza) la sostituzione della denominazione da “TEDESCHI BIANCHI” a “PASTORI BIANCHI AMERICANI CANADESI” e l’iscrizione come capostipiti all’appendice del Libro delle Origini Svizzero (LOS) come se si trattasse di una “NUOVA RAZZA”.

I discendenti di Lobo esportati in Paesi Federati o Associati alla FCI potevano quindi vantare soltanto un’iscrizione (a titolo iniziale) e avevano spesso difficoltà a trasformare i documenti Svizzeri in documenti tedeschi, francesi o austriaci; fatta eccezione per la Raad Van Beer Olandese che continuava a “viaggiare su due binari separati”.

Ovvero, quasi “sorda” alle direttive FCI internazionali, continuava a trasformare i Pedigree AKC (dei Pastori Bianchi importati da USA e Canada) in Pedigree FCI con la denominazione “Pastori Tedeschi” di colore non gradito “bianco” oltre, ovviamente, a registrare i nuovi soggetti nati da riproduttori europei con la nuova denominazione FCI Internazionale (Pastori Bianchi Americani Canadesi).

A parte queste inspiegabili “storture”, le motivazioni della decisione FCI di rinominare la Razza erano evidenti.

Da una parte la pressione della SV Internazionale che spingeva per l’esclusione definitiva del Bianco dalle proprie linee.

Dall’altra la necessità dei nuovi possessori europei di veder ufficializzati (e regolarmente iscritti) i propri soggetti.

E in effetti (a parte la prima parentesi sperimentale condotta in Svizzera) questa Razza non era ancora stata, a quei tempi, Ufficialmente e Internazionalmente Riconosciuta dalla FCI come Razza Indipendente e separata dal Pastore Tedesco e quindi doveva obbligatoriamente sottostare alle norme “squalificanti” dettate dallo Standard del P.T. Standard Internazionale della “S.V.” (Shaferhunde Verein) che, ricordiamo, venne rielaborato nel 1969 e che divenne ancor più intransigente verso la variante Bianca.

A partire dagli anni ’90 la razza si diffonde rapidamente in quasi tutti i paesi d’Europa mentre la SV si chiude sulle precedenti posizioni e si rifiuta di riconoscerlo appoggiandosi allo Standard che essa stessa ha creato e ha modificato nel corso dei decenni.

Ma Americani e Canadesi, nonostante le direttive della S.V. continuano (a tutt’oggi) a registrare questi soggetti sotto il nome di PASTORE TEDESCO di “colore bianco”.

E qui iniziò la lunga maratona europea…

Le sorti di questo cane dovevano obbligatoriamente essere prese in carico DEFINITIVAMENTE da qualche Paese Europeo affiliato alla FCI.

Non era possibile continuare con una denominazione provvisoria e penalizzante per la Razza (Americano-Canadese) dal momento che sia negli Stati Uniti che in Canada si continuava a penalizzare fortemente questa Razza, ovvero a disconoscere questa VARIANTE come RAZZA SEPARTA dal “P.Tedesco”, sino al punto di vietarne ufficialmente l’allevamento e di non permettere al Pastore Bianco di partecipare alle Esposizioni di Bellezza organizzate da AKC e CKC.

Fu inizialmente la Raad Van Beer Olandese seguita dalla SKG Svizzera ad avanzare alla FCI la richiesta di riconoscimento (EUROPEO e SEPARATO) per questa Razza.

I FATTI SALIENTI...

Il 25 Novembre 2002 il Comitato Generale della FCI, nella sua sessione di Roma, approva lo Standard (revisionato e rielaborato) con il numero 347 anche se già aveva espresso parere favorevole, dal punto di vista legale, al Riconoscimento Internazionale della Razza nel Maggio 2002. Ovviamente la denominazione “PASTORE SVIZZERO BIANCO” è stata determinante per l’approvazione e l’accettazione definitiva della Razza. Altrimenti non vi sarebbe stata altra via d’uscita!

E dunque gli sforzi durati decine di anni si sono conclusi con questo importante e magnifico risultato grazie a tutti coloro che si sono effettivamente impegnati e hanno dato il loro contributo per questa causa.

È stato un grande esempio di passione e di lavoro di squadra iniziato nel 1997 con la fondazione dell’ I.W.S.F. (International White Shepherd Federation) che fu un’organizzazione internazionale (no-profit) sorta per la tutela e l’affermazione del Pastore Bianco a livello internazionale.

Venne eletta presidente la Sig.ra Ruut Tilstra (NL) – segretaria la Sig.ra Brigitte Toll (D) e Tesoriere il Sig. Philippe Bontemps (F).

Qualche anno dopo e precisamente nella primavera del 2001, venne fondato da alcuni rappresentanti del Club Svizzero “GWS “, dalla Sig.ra Birgit Stoll (segretaria del Club Tedesco “1WS e.V.EINHEIT”) e dal sig. Dieter Modl (presidente del Club Austriaco “WSO”) un Comitato Internazionale dei Club del Pastore Bianco per il riconoscimento e la tutela della Razza, come richiesto dalla FCI.

Prima del 1991 è stato necessario far pervenire una proposta di riconoscimento attraverso gli Enti Cinofili Nazionali associati alla FCI.

In questo caso fu la “RAAD VAN BEHEER” Olandese (appoggiata dalla “SKG” Svizzera e dall’ “OKV” Austriaco) a inoltrare alla FCI la “RICHIESTA FORMALE DI RICONOSCIMENTO”.

E dopo molti incontri e molte discussioni nei luoghi e con i responsabili della varie Commissioni FCI, l’Ente Cinofilo Svizzero “SKG” viene designato come incaricato ufficiale della proposta di riconoscimento, poiché in Svizzera i Pastori Bianchi erano stati introdotti, allevati e registrati all’appendice dei Libri Genealogici della SKG da più vecchia data (da oltre 15 anni).

E l’Ente Cinofilo Austriaco “OKV” diretto dal Sig. Karl Reinsinger (Vice Presidente della FCI) appoggia e sostiene la proposta di riconoscimento avanzata dal SKG di cui fa parte il Sig. Hans Muller (Presidente della FCI).

Con queste premesse e con l’avallo del Sig.Muller e del Sig. Reinsinger il riconoscimento avrebbe trovato sicuramente la strada spianata al 100%.

Ma ripercorriamo bene le Tappe dopo il 1991...

Nel 1992, si ha la fondazione del Club Francese del Pastore Bianco e anche la Francia, con i suoi sostenitori, intraprende una maratona per il riconoscimento della Razza insieme ad altri Club del Pastore Bianco, che nel frattempo erano sorti in quasi tutta Europa.

La “SCC” Francese si allinea con l’SKG Svizzero, con l’OKV Austriaco e con l’Ente Olandese e attende il riconoscimento ufficiale dalla F.C.I.

Nel 1999, anche gli Organismi Cinofili Nazionali (associati alla FCI) della Repubblica Ceca e della Danimarca si uniscono a quelli della Svizzera, dell’Austria e dell’Olanda ai fini del Riconoscimento Internazionale della Razza.

E agli inizi del 2001, finalmente, la FCI prende una decisione.

Ovvero, nella primavera di quell’anno, venne varato un decreto con il quale la Federazione Cinofila Internazionale richiedeva di produrre materiale sulle linee genealogiche, sul monitor delle malattie genetiche e sulle caratteristiche fisico-anatomiche e caratteriali del più alto numero di soggetti con 4 generazioni “bianche” complete e con almeno 8 diverse linee di sangue.

E QUI EBBE INIZIO IL “REALE” LAVORO DI SQUADRA!

Fu davvero l’esempio di un team-work internazionale costruttivo e armonioso ed è bene ricordare in dettaglio quanto avvenne.

La F.C.I. fece formale richiesta di questo database alla Svizzera.

Iniziò allora una fervente fase di contatti e di collaborazione tra tutti i principali Club Europei del Pastore Bianco al fine di recuperare i dati richiesti dalla FCI.

Il 1° Club Tedesco del Pastore Bianco ancora dissidente dal VDH-FCI fondato dal Sig. Martin Faustmann, dalla Sig.ra Mainart e da altri…, disponeva del più importante database aggiornato e numeroso. (con i dati di oltre 20.000 soggetti)

In Germania, infatti, la presenza e l’influenza della S.V. (Società di Razza del Pastore Tedesco) all’interno del “VDH”, ostacolò sin dall’esordio l’attività degli appassionati del Pastore Bianco.

Nella patria del Pastore Tedesco vi è stata l’assoluta necessità (da subito…) di fondare una super-organizzazione per continuare a sopravvivere!

E dunque gli appassionati Tedeschi del Pastore Bianco si organizzarono nella maniera migliore e portarono avanti la Razza, sin dall’inizio, con regole di allevamento strette e senza compromessi… monitorando da subito le malattie genetiche, anche per non lasciare nulla di intentato e/o di suscettibile di critiche o di accuse… (i loro concorrenti NON AVREBBERO DESIDERATO ALTRO DI MEGLIO!!!)

Questo Gruppo di Allevatori (ancor oggi dissidente dal VDH per posizioni intellettuali divergenti) accettò di collaborare con gli altri CLUBS per la stesura di questo dossier.

La ricerca vera e propria venne eseguita dalla Segretaria di questo Club insieme ad altre appassionate di buona volontà, le quali per settimane intere lavorano su questo enorme database di Pastori Bianchi per recuperare e rielaborare i dati richiesti dalla FCI.

Ovvero i dati genealogici, le caratteristiche fisico-anatomiche-strutturali e caratteriali, nonché i risultati del monitoraggio delle principali malattie a trasmissione genetica di 8 linee di sangue distinte (EUROPEE e AMERICANE) con tutti i 64 ANTENATI BIANCHI in 4° generazione. (“64 Whites Ancestors”)

Ecco gli 8 WHITE ANCESTORs che vennero scelti per le loro caratteristiche e la loro genealogia.

01.

Linea di sangue 1:

Lobo White Burch
nato il 5-3-1966
Allevatore Sig.ri I. H. Vancleave (USA),
Proprietario Sig.ra Agatha Burch (Svizzera)

02.

Linea di sangue 2:

Cindy von Ronanke
Nata il 5-07-1982.
Allevatore Martin Faustmann (Germania)
Proprietario Axel Stommel (Germania)

03.

Linea di sangue 3:

Biene vom Wolfsgehege
Nata il 10-10-1983.
Allevatore e Proprietario Erika Meinert (Germania)

04.

Linea di sangue 4:

Mona Kirby von Ronanke
Nata il 4-05-1985.
Allevatore Martin Faustmann (Germania)
Proprietario Italo Drube (Germania)

05.

Linea di sangue 5:

Wayn Condor von Ronanke
Nato il 28-05-1987
Allevatore Martin Faustmann (Germania)
Proprietario Pia e Dieter Modl (Austria)

06.

Linea di sangue 6:

Basko of the White Stars
Nato il 28-07-87
Allevatore Agelika Pleh (Germania)
Proprietario Birgit Stoll (Germania)

07.

Linea di sangue 7:

Hoofprint Ocan
Nato il 06-10-1987.
Allevatore Joanne Chanyi (Canada)
Proprietario Anja e Henk Timmermans (Olanda)

08.

Linea di sangue 8:

Panther vom Wolfsblut
Nato il 11-02-1989.
Allevatore e Proprietario Walter Gembus (Germania)

09.

Linea di sangue 9 nostra:

AKJ Vom Friauler Zar 
Nato 11-09-95
Allevatore Gino Balzo Artegna Udine

DOCUMENTAZIONE consegnata al Club Svizzero e conseguentemente alla Società Cinologica Elvetica e alla FCI, servì alla formulazione dello Standard Ufficiale di Razza che venne poi tradotto in 3 lingue (tedesco, inglese e francese).

Standard e documentazione passarono ancora l’esame di varie Commissioni (compresa la Commissione Scientifica FCI).

Nel frattempo in Italia iniziavano a emergere i primi allevamenti professionali come Vom Friauler Zar: allevamento di pastori belga dal 1968 e poi di pastori tedeschi bianchi dal 1995 con la figura di Gino Balzo, sede Artegna Udine, che collaborava con il club austriaco KENNEL CLUB KNAB ERIC  di Aufstelleung per l’iscrizione delle cucciolate e per la richiesta del pedigree OKU (Osterreichische Kynologiasche Union). Pedigree riconosciuto in Austria e non ancora in Italia ovviamente.

Nel 2002 durante un’esposizione cinofila FCI ITALIANA venne accolta la richiesta di partecipazione alla razza pastore tedesco bianco in catalogo a cui parteciparono GUNTHER Vom Friauler zar che vinse la razza giudicati dall onorevole J.NESVADBA, ma presto la decisione del nome della razza venne ritrattato.

Infatti, dopo lunga attesa, e dopo un’ulteriore revisione degli aspetti storici della Razza… (dovuta a evidenti pressioni esterne…), la FCI nelle sessioni del 25.11.2002 e del 15.12.2002 accettò definitivamente il Riconoscimento Internazionale a titolo provvisorio del PASTORE SVIZZERO BIANCO… (come Razza “a parte”…)

Tanto per dipingervi il clima che si respirava in quegli anni, ci è giunta addirittura notizia, che molti “nostalgici e benpensanti della S.V.” durante lo svolgimento di uno degli ultimi incontri (a Ginevra…), esso abbandonarono per protesta la Sala Convegni quando venne pronunciata la parola “SCHAEFERHUNDE” (riferita al Pastore Bianco) poiché, secondo loro, questo termine (letteralmente “CANE DA PECORA”) apparteneva SOLTANTO al Pastore Tedesco, ovvero una sorta di COPYRIGHT!

Figuriamoci poi se avessero dovuto aggiungere “TEDESCO”, sarebbe scoppiata un’autentica RIVOLUZIONE!

In un “situazione tesa e rovente” come questa, a mio parere, l’aver ottenuto il Riconoscimento della Razza (come Razza distinta) ha rappresentato una grande vittoria.

Di sicuro NON VI SAREBBERO STATE ALTRE STRADE PERCORRIBILI!

Come per tutte le “neo-razze”, ovviamente il riconoscimento è avvenuto a TITOLO PROVVISORIO (scadenza 2012).

E inoltre la Razza (ai fini dell’ulteriore differenziazione dai fratelli nero-focati) non è stata ammessa alle Prove di Lavoro (sez. 1 dello Standard). Insomma, tanto per intenderci e per parlarci chiaro è logico che tutto, non si poteva ottenere!

Quindi questi cani, sino al 2012 non sarebbero stati eleggibili per il Campionato Internazionale di Bellezza (CACIB) e gli eventuali CAC ottenuti in Expo in Classe “Lavoro, non sarebbero entrati nel conteggio dei CAC necessari per l’omologazione a Campione di Bellezza.

Questo non ha mai assolutamente vietato i cani e i loro conduttori di partecipare a una qualsiasi disciplina sportiva (Agility-Obidience-Canicross-Sheepdog-Flyball, Mondioring, prove di Utilità e Difesa…) o a una qualsiasi attività utile (Ricerca persone disperse in superficie o sotto macerie, Salvataggio Acquatico, Pet-Therapy, ecc. ecc.) e di ottenere BUONI RISULTATI!

Anche perché si tratta indubbiamente di soggetti che possono veramente ECCELLERE nelle varie discipline e prove di lavoro!

Nel 2004 sorse il Club Internazionale B.B.I. (Berger Blanc International) sotto l’egida del Club Austriaco del Pastore Svizzero Bianco WSÖ, del Club Tedesco RWS e del Club Francese ACBB e di altri Club Nazionali Europei che si affiancarono, dove si percorsero immediatamente nuove esperienze aggregative internazionali e dove si elessero quei soggetti ritenuti atti a tramandare le migliori caratteristiche in allevamento.

Quattro anni dopo (2008) sorse un nuovo Club Internazionale F.B.B.S.I. (Federazione del Berger Blanc Suisse Internazionale) per volere della Svizzera e del suo Club del Pastore Svizzero Bianco GWS, insieme al Club Tedesco BVWS e al Club Ungherese SFJK.

Questo sodalizio internazionale si propose di tutelare e di valorizzare a livello internazionale la Razza del Pastore Svizzero Bianco, cercando di adempiere a tutti i requisiti di eticità, di democraticità (e di assenza di conflitti di interessi), dettati dalla FCI ai fini di un regolare contratto di collaborazione con essa.

Il protagonista assoluto sarebbe dovuto diventare la RAZZA del Pastore Svizzero Bianco.

L’adesione da parte di Club Nazionali, di singoli Allevatori o di Gruppi di Allevatori a questo Sodalizio è totalmente gratuita, ma comporta la verifica da parte di una Commissione incaricata del rispetto delle minime condizioni di etica e di qualità in Allevamento e l’accettazione delle norme Statutarie e Deontologiche di questo Club Internazionale.

Infine il giorno 4 Luglio 2011 alle ore 17.07, l’Assemblea Generale della F.C.I. riunita a Parigi ha approvato all’unanimità e senza opposizione alcuna il PASTORE SVIZZERO BIANCO (Berger Blanc Suisse) a titolo definitivo.

E in questa occasione è stato annunciato che il CACIB avrebbe potuto essere distribuito già a partire dalla giornata di Sabato 9 Luglio 2011, in occasione dell’ Esposizione Canina Mondiale di Parigi.

È senza dubbio un risultato importante che nel Luglio 2011 si è ottenuto il RISULTATO del RICONOSCIMENTO DEFINITIVO della Razza come RAZZA SEPARATA.

I Pastori Bianchi originari dell’Europa centro settentrionale (Germania), selezionati e sviluppati successivamente negli Stati Uniti e in Canada avrebbero dovuto essere Ufficializzati e Riconosciuti da più di un secolo!

È stata una scelta coraggiosa averli riconosciuti definitivamente come RAZZA DISTINTA, poiché nel corso dei decenni ebbero effettivamente uno sviluppo e una selezione separata rispetto alla Razza.

QUINDI RIASSUMENDO BREVEMENTE QUESTA “LUNGA E TRAVAGLIATA” STORIA

Alcuni predecessori di Horand von Grafrath erano BIANCHI, così come alcuni dei suoi nipoti lo erano, o comunque portavano nel loro patrimonio genetico il BIANCO come gene “non dominante”, ma assolutamente PRESENTE!

Quindi avrebbero potuto (nelle generazioni successive) produrre delle linee di discendenza bianche: COME IN REALTA’ AVVENNE!!!

È ovvio, poi, che il BIANCO non è una variante di colore MUTANTE BIANCO è un carattere RECESSIVO e, come tutti i caratteri RECESSIVI, questa variante di colore si manifesta solo in forma OMOZIGOTE.

L’attuale Pastore Bianco è BIANCO come lo sono stati frequentemente i suoi antenati e come lo saranno di sicuro i suoi futuri discendenti… BIANCHI!!!

Per errate credenze e per ignoranza di una sparuta minoranza di esseri umani arroganti e presuntuosi, si sterilizzarono quei riproduttori che produssero soggetti bianchi o si soppressero quei cuccioli che alla nascita presentavano il manto di colore bianco (o si tennero segregati in totale isolamento in qualche box lontano da sguardi indiscreti, evitando di mostrarli all’esterno per vergogna…ed evitando di farli riprodurre).

Questo accanimento rischiò di far estinguere questa splendida Razza.

Fortunatamente, come un “esule politico”, trovò rifugio nella civile e democratica America di inizio secolo, dove sedusse numerosi esseri umani per il suo “mix esplosivo” di REGALITA’, di VERSATILITA’ e di INTELLIGENZA.

Questi appassionati americani del Pastore Bianco gli giurano FEDELTA’ nei secoli; e si impegnarono a difenderlo dagli attacchi del nemico, evitando l’estinzione della Razza e assicurando l’eternità a questi splendidi soggetti.

Come già detto solo negli anni 70 il Pastore Bianco ritorna nel Vecchio Continente.

In Germania, terra dove è documentata la presenza di Pastori Bianchi con orecchie erette e con aspetto lupoide in epoca antecedente alla selezione del Pastore Tedesco (terra che l’aveva costretto all’esilio forzato 80 anni prima), il Pastore Bianco trova un folto gruppo di sostenitori che lo allevano e lo selezionano nella maniera migliore.

E nella “CIVILE” “LIBERALE” e “LUNGIMIRANTE” SVIZZERA questo cane trova la tanto sospirata “cittadinanza onoraria” e il tanto atteso Riconoscimento Ufficiale Internazionale della Razza come “NUOVA RAZZA DI CANE DA PASTORE”.

Fonte : 1WS.e V.Einheit – O.H.U. – WSÖ – BBI – FBBSI e altri ( Paolo Delfini).