Vom Friauler Zar

Nosework e ginnastica propriocettiva

Sport Nosework e discriminazione sportiva

Il Nosework è uno sport olfattivo, che punta a sviluppare la relazione tra cane e umano.

La ricerca è una vera e propria caccia all’odore che termina sempre con un premio.

Il legame cane-conduttore e’ speciale, cresce e si fortifica nel tempo. Per questo ho scelto questo percorso per i miei cani: imparare a leggere il linguaggio del corpo del nostro cane e’ importante! Affidiamoci completamente a lui perché in questo sport il cane sa molto più di chi è all’altra estremità del guinzaglio.

Nosework: quali sono i giochi principali

Se volete praticare il Nosework, potrete divertirvi con il vostro cane nel provare una serie di giochi ed esercizi in cui il cane deve, attraverso il suo fiuto, trovare oggetti nascosti (“cerca boccone”), seguire piste tracciate a terra (“segui una pista”), discriminare tra un odore e l’altro (“discriminazione olfattiva”) e molto altro ancora. Oggi in particolare ci concentreremo sulla discriminazione olfattiva..

Discriminazione Olfattiva

Il cane impara a distinguere un oggetto toccato dal conduttore, da un oggetto toccato da altri, oppure impara a discriminare tra diverse sostanze.

  1. Motivazione
  2. Associazione
  3. Discriminazione

 

ogni sessione, quando il cane manifesta la segnalazione sull’elemento da trovare riceve la sua ricompensa.

Il Nosework è un gioco davvero stimolante per il cane e per il suo padrone, e permette di creare tra i due un rapporto di fiducia e collaborazione. È particolarmente utile ai proprietari dei cani timidi e insicuri, in quanto permette loro di prendere coscienza delle loro capacità!

Galleria

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Ho scelto NAUSICAA per seguire le orme di zio YETI. Lei inizia questa esperienza con me imparando e osservando lo zio.

Buon percorso bambina dal pelo corto e dalla pazienza lunga, impara dal vecchio buon Yeti che di saggezza ti copre le spalle. Un ringraziamento al Gruppo Cinofilo Debù Carignano alle zie Karolina Sarna e Sabine King’s Silbertal Wieczorek , a nonna Miriam Nurra e Cosetta Rozzini