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La filosofia BARF

Anteponendo una premessa fondamentale: non sono, almeno per il  momento, una “barfer” (persona che alimenta il suo cane con il metodo Barf) e pertanto tutto ciò che ho imparato su questo “percorso alimentare” lo devo ad amici e conoscenti, per lo più residenti all’estero, che utilizzano questo tipo di alimentazione sui loro cani.

L’argomento Barf è piuttosto “scottante”: da una parte abbiamo una nutrita schiera di barfers (tra cui diversi veterinari) pronti a sostenere le proprie tesi e a provare con i fatti come i cani alimentati in questa maniera siano in perfetta forma; dall’altra parte ci sono veterinari e appassionati cinofili intenti a screditare il Barf.

Cercherò pertanto, in questo articolo, di essere il più neutrale possibile.

Che cos’è
Se intendiamo parlare di Barf dobbiamo spiegare cosa significa questa parola, che difficilmente troverete su un dizionario inglese-italiano:
Barf è un acronimo creato da Debbie Trip e sta per “Bones And Raw Food” (B.A.R.F) ovvero “ossa e cibi crudi”.

A questa prima “spiegazione” se ne è aggiunta una seconda che corrisponde a “Biologically Appropriate Real (o Raw) Food” (cibo crudo – o cibo naturale – biologicamente appropriato) ; infatti, come vedremo, il Barf non consiste semplicemente nella somministrazione di alimenti crudi, ma è una vera e propria filosofia di alimentazione e di gestione del cane, filosofia che ben si riallaccia alla medicina olistica che vede l’intero soggetto (in questo caso il cane) al centro della terapia, non solo l’organo o la parte malata.

I barfers non solo mettono una cura maniacale nell’alimentazione dei loro amici a quattro zampe, ma spesso si interrogano sulla validità, utilità e tempi di somministrazione dei vaccini, danno da bere ai cani acqua purificata o minerale in bottiglia, privilegiano l’omeopatia, la medicina cinese e la fitoterapia rispetto ai più comuni usi (e abusi) di antibiotici e cortisonici, credono nell’agopuntura e via dicendo: insomma, per fare un esempio su tutti, un vero barfer, di fronte ad una dermatite, non ricorre al primo rimedio capace di sopprimerne i sintomi (cortisone),  ma cerca di individuarne le cause e risolvere il problema avvalendosi di rimedi il più possibile naturali e sotto la guida di un buon veterinario olistico.
Tutto questo per far capire che il Barf non è solo la somministrazione di una fettina di carne cruda: anzi, sarebbe molto riduttivo vederlo così.

Cane=lupo

Il lupo è la chiave di lettura del Barf: secondo i barfers, il cane è ancora molto vicino all’antenato lupo per quanto riguarda la morfologia degli organi interni e i processi digestivi.
Basandosi su questo assunto, l’alimentazione ricevuta dai cani odierni è troppo lontana da quella “originale” e poco adatta: il rimedio consiste nel ricreare un’alimentazione simile a quella del lupo.
Grande sviluppo al Barf è stato dato dal libro “Give your Dog a Bone” del veterinario australiano Jan Billinghurst.
L’alimentazione ricreata, per quanto simile, rimane a mio avviso sempre piuttosto “artificiale” dal momento che, per esempio, il lupo mangia quando cattura la preda (le scadenze pasto-digiuno possono non essere regolari, ci sono tra i barfers pareri discordi se si debba tenere a digiuno il cane uno o più giorni a settimana) e si nutre di quello che trova.
L’alimento base della dieta Barf è il pollo (per questioni di reperibilità e costi) spesso sotto forma di colli e ali: ma ogni altra carne è ammessa e gradita, dalla selvaggina al manzo, con la sola esclusione del maiale di provenienza non sicura (per via della pseudorabbia suina trasmissibile al cane) e di alcuni pesci come il salmone che, se somministrato crudo, può trasmettere parassiti pericolosi per il cane.
Particolare importanza è poi attribuita a frattaglie (che non devono mai mancare), ossa piccole e cartilagini (somministrate crude, intere o tritate con la carne), ossa grandi per la pulizia dei denti, verdure e integrazioni. Possono essere somministrati anche uova e latticini (formaggi tipo cottage cheese, ricotta, latte o yogurt).
Le verdure, secondo i barfers, riproducono in qualche modo il contenuto dell’apparato digerente degli erbivori mangiati in natura dal lupo e sono un’importante fonte di vitamine, minerali e fibra: solitamente vengono servite tritate sotto forma di purea.
Per quanto riguarda i carboidrati i barfers tendenzialmente li evitano, specie i “grani” (per vedere l’articolo dedicato ai carboidrati sul numero 5 di Ti Presento il Cane, cliccare qui) in quanto ritengono il cane un carnivoro che non ne necessita.
Qualcuno somministra patate, patate dolci e tuberi simili.

Cibo industriale? Per i barfers è pessimo

I barfers sostengono che gli ingredienti, nei cibi industriali, manchino di un ingrediente fondamentale: “la vita”, essendo stati sottoposti a ripetuti processi di lavorazione e conservazione che li hanno allontanati troppo dalla loro identità di alimenti freschi e “veri”.
Sostengono inoltre che le attuali formulazioni in commercio sono troppo standardizzate (mentre ogni cane è un caso a sé) e di scarsa qualità.
Sono sempre loro ad incolpare le facoltà di medicina veterinaria di non fornire agli studenti le competenze necessarie sull’alimentazione animale orientandoli (anche a causa di sponsorizzazioni da parte dell’industria) verso i prodotti preconfezionati.

Integrazioni barf

Ogni pasto Barf è personalizzato con una serie di integratori (di origine naturali) che meglio risponde alle esigenze del singolo soggetto: tra le voci più comuni che si incontrano in un menù Barf troviamo l’aceto di mele biologico, i semi di lino, l’olio di semi di lino o di salmone, la vitamina C esterificata, l’olio di germe di grano, l’alfalfa (erba medica), la spirulina, il lievito di birra, il miele…e la lista potrebbe continuare all’infinito: i barfers sono aperti al confronto e sono soliti scambiarsi suggerimenti ed esperienze in apposite mailing lists.

Trattamento della carne

Per ridurre il rischio di contaminazioni batteriche la carne cruda viene surgelata con particolare cura prima di essere somministrata al cane: si preferisce utilizzare carne di origine biologica proveniente da allevamenti-supermercati-macellerie o ordinata da apposite ditte specializzate nel fornire carni surgelate da somministrare ai cani Barf, in alcuni casi le carni vengono vendute già integrate con vitamine, minerali e verdure, pronte da essere messe nella ciotola dopo lo scongelamento.
Gli americani trovano il Barf più economico rispetto alle tradizionali crocchette, lo stesso non credo possa dirsi in merito all’Italia dato il costo della carne!

Da noi il Barf resta economicamente “abbordabile” per cani di taglia medio piccolo ma diventa quasi proibitivo nel caso di più animali di una certa stazza, specie se il cane è intollerante a carni economiche (si fa per dire) come pollo e tacchino.

Le perplessità

Un mio particolare timore, nei confronti dell’alimento crudo, è il rischio di contaminazioni batteriche (invito chi non l’abbia ancora fatto a leggersi Fast Food Nation scritto da Eric Schlosser, Edizioni Tropea), ed è proprio su questo fronte che i Barfers vengono attaccati dai detrattori di questo “percorso alimentare”.

La risposta della controparte è che il cane può raccogliere batteri patogeni pressoché ovunque, che una buona parte dei batteri è uccisa con il congelamento delle carni e con altri “trucchetti” come l’utilizzo del succo d’uva…ma i Barfers insistono soprattutto sul fatto che la miglior difesa contro i batteri patogeni è un buon sistema immunitario, che è a sua volta rinforzato da cibi sani, freschi, naturali, integrazioni e terapie olistiche all’occorrenza.

Per restare in tema, è il classico cane che si morde la coda!

Altri timori sono legati alle ossa: essendo crude il pericolo che si spezzettino in scaglie pericolose o restino incastrate in gola è teoricamente ridotto (quelle veramente letali sono le ossa cotte: MAI somministrarle agli animali!), ma qualche timore resta e non è del tutto immotivato.
Il tritare carne e ossa insieme riduce questi pericoli ma gli scettici (in parte anche io) rimangono.

Per finire, resta il discorso delle proteine: questo tipo di alimentazione si basa quasi esclusivamente su fonti proteiche, escludendo i carboidrati: infatti  i barfers sono accusati di eccedere con le proteine.

Saperne di più

Quello che mi piace dei barfers è la grande attenzione rivolta all’alimentazione dei cani (ma anche dei gatti) e il partire dal presupposto che è essa stessa la base della salute: cane ben alimentato = sano.

Credo si possa essere o non essere d’accordo sulla somministrazione di carni crude e sull’avversione ai carboidrati, ma non si può fare a meno di informarsi, confrontarsi e far star bene i propri cani che animano queste frange di “dissidenti” alimentari.

Il Barf non è una scelta di comodo, ma una filosofia di vita.

Non esistono studi ufficiali sugli effetti di questa pratica alimentare ma si possono vedere cani allevati con questo metodo e i loro esami del sangue che spesso risultano più che nella norma.I barfers non sono una “setta” e sono molto aperti a discussioni e confronti che avvengono sulle numerosissime mailing-list dedicate all’argomento. Sfortunatamente tutte queste mailing lists sono in inglese, la stessa lingua in cui sono stampati i numerosi volumi dedicati al Barf e alla nutrizione naturale.

In italiano esiste ben poco di scritto su questo argomento e, credo, pochi veterinari ferrati sul tema.

L’unico libro in italiano che accenna al Barf è “La medicina naturale per cani e gatti” di Richard e Susan Pitcairn, dalla cui lettura, purtroppo, il lettore non ricaverà molte informazioni su questo tipo di alimentazione.

Una buona introduzione al Barf e alla medicina veterinaria olistica è “Natural Dog Care. A Complete Guide to Holistic Health Care for Dogs” di Celeste Yarnall a cui si aggiungono già citati “classici” di Billinghurst , “Switching to Raw” di Sue Johnson (allevatrice di setter), “Raw Meaty Bones Promote Health” del veterinario australiano Tom Lonsdale e molti altri.

Esistono poi numerosissimi siti dedicati al Barf, è impossibile farne un elenco completo senza dimenticarne qualcuno pertanto segnalo solamente www.barfers.com che raccoglie, tra le altre cose, un lunghissimo elenco di mailing list sul barf.

articolo tratto da: tipresentoilcane.com